Se chiudo gli occhi posso immaginarti mentre apri la porta di casa e mi fai cenno di entrare. Convenevoli, saluti di circostanza, presentazioni di rito.
– Un bicchiere di vino?
– Sì, magari. Con piacere.
– Vieni Alessandra, accomodati. Ti raggiungo tra poco.
E poi, sempre ad occhi chiusi, mi immagino seduta nel salotto della tua casa, o forse della tua storia, quella che stai per raccontarmi, mentre, il camino acceso, ascolto il rumore della legna che arde e scalda la stanza e permetto al calore della tua vita di accogliermi.
Di chi vogliamo narrare le impavide gesta?
Le tue, caro/a nonno/a, per donarle a figli e nipoti? Un lascito inquantificabile per le vite a venire.
O quelle di una persona significativa? Il padre di una dinastia? Il fondatore di un’azienda o attività che ha cambiato il corso della storia?
Non conta ciò che è accaduto durante i giorni trascorsi, ciò che conta è che, attraverso “I racconti della memoria” potremo dare veste e voce ed eternità a gesta come atti semplici di amore o coraggio: solo ciò che è tuo o della persona che intendiamo onorare attraverso la narrazione della sua storia.
Tu sei la voce narrante ed io la tua Parolaia che scrive per dar vita a ciò che ora è ricordo, a foto scattate e lettere scritte conservate con cura.
Attraverso dialoghi, descrizioni e personaggi che traducono il mondo che porti dentro, redigerò, per te, il manoscritto di una vita.