La casa era deserta quando Giulia entrò. Un silenzio nuovo, a cui non era preparata, ne abitava ora le stanze. La nonna se n’era andata da un mese ormai, ma, vivendo lontana, Giulia era potuta tornate alla sua città natale solo quando le disposizioni governative avevano autorizzato gli spostamenti anche al di fuori della regione di residenza. Attraversò il corridoio e si diresse verso la camera da letto. Si fermò sulla soglia: era tutto immobile, come lo ricordava, come era sempre...

Per citare Baricco, ci sono cose che accadono e tu non te le aspetti, non te le spieghi. Come il quadro che cade all’improvviso, dopo essere rimasto lì, immobile, per un tempo che può sembrare infinito, indefinito. Eppure no. Un giorno smette di avere voglia di stare appeso lì e cade. Perché? Perché diavolo ad un certo punto dovrebbe decidere che è ora di smettere, semplicemente smettere? “FRAN! Il quadro.” Così fanno i ricordi. Ti colgono alle spalle, all’improvviso, e ti prendono...

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