Avanti, sali. Ti porto con me oltre i tuoi occhi, con i miei occhi. In uno spazio nel mondo che è tuo soltanto. Decidiamo di andarci. Per un minuto o una vita intera, per i contorni di uno scatto o di fotogrammi perenni. Andiamo, ora. "Fidati di me togli quei fermi e iniziamo a suonare". Oh, Ragazza! Se tu sapessi il sogno bruciante di questi occhi rattrappiti dalla bruttezza di questi gesti ripetuti vincolanti. Andiamo Via Verso il vento che arriva da Nord ed è freddo sempre e spinge alle spalle. Andiamo e rimaniamo laddove è solo pace.   Hai ancora 5 minuti? Ti consiglio di leggere questi...

  "A guardarle da qui, le cose appaiono diverse" "Perché? Cosa vedi di diverso?" "Tutta me" "Ragazza, tu sei la stessa di ieri, del giorno prima e di quello prima ancora. E' solo il sapore che dai a ciò che vedi che adesso sa di Tutta Te"     Hai ancora 5 minuti? Ti consiglio di leggere questi articoli: Il posto perfetto Una Foto Un giorno      ...

  Ormai era andata troppo oltre, non c'era modo di tornare indietro. Perché volerlo poi? La sua persona aveva assunto forme, spazi, scopi nuovi che, se pur ancora da decifrare, sottendevano ogni suo passo. "Dai Priscilla basta, adesso smettila con questa storia delle parole" "Ho delle cose da dire, da raccontare. Ci sono mondi che attendono di venire alla luce" si sentì dire. "Ma che ne sai te di come si racconta?" "Non lo so. Eppure so che questo è ciò che porto al mondo" E già non...

Per citare Baricco, ci sono cose che accadono e tu non te le aspetti, non te le spieghi. Come il quadro che cade all’improvviso, dopo essere rimasto lì, immobile, per un tempo che può sembrare infinito, indefinito. Eppure no. Un giorno smette di avere voglia di stare appeso lì e cade. Perché? Perché diavolo ad un certo punto dovrebbe decidere che è ora di smettere, semplicemente smettere? “FRAN! Il quadro.” Così fanno i ricordi. Ti colgono alle spalle, all’improvviso, e ti prendono...