Aveva poco con sé, forse sapeva che non si sarebbe fermata a lungo. Le spalle appoggiate alla porta, guardava fuori attraverso la finestra di fronte. Si vedeva il mare. Chiuse gli occhi e ne riconobbe il profumo salmastro, provando un senso di sollievo ormai noto. "Perché sei tornata Priscilla?" "Volevo mettere a posto dei pezzi, togliere la polvere a quelle cose nascoste dal tempo" "Non è stata una grande idea" "Come puoi dirlo, Marinaio? Tu non sei me" Gli occhi negli occhi, il cuore che batte all'impazzata...

Avanti, sali. Ti porto con me oltre i tuoi occhi, con i miei occhi. In uno spazio nel mondo che è tuo soltanto. Decidiamo di andarci. Per un minuto o una vita intera, per i contorni di uno scatto o di fotogrammi perenni. Andiamo, ora. "Fidati di me togli quei fermi e iniziamo a suonare". Oh, Ragazza! Se tu sapessi il sogno bruciante di questi occhi rattrappiti dalla bruttezza di questi gesti ripetuti vincolanti. Andiamo Via Verso il vento che arriva da Nord ed è freddo sempre e spinge alle spalle. Andiamo e rimaniamo laddove è solo pace.   Hai ancora 5 minuti? Ti consiglio di leggere questi...

  "A guardarle da qui, le cose appaiono diverse" "Perché? Cosa vedi di diverso?" "Tutta me" "Ragazza, tu sei la stessa di ieri, del giorno prima e di quello prima ancora. E' solo il sapore che dai a ciò che vedi che adesso sa di Tutta Te"     Hai ancora 5 minuti? Ti consiglio di leggere questi articoli: Il posto perfetto Una Foto Un giorno      ...

  Ormai era andata troppo oltre, non c'era modo di tornare indietro. Perché volerlo poi? La sua persona aveva assunto forme, spazi, scopi nuovi che, se pur ancora da decifrare, sottendevano ogni suo passo. "Dai Priscilla basta, adesso smettila con questa storia delle parole" "Ho delle cose da dire, da raccontare. Ci sono mondi che attendono di venire alla luce" si sentì dire. "Ma che ne sai te di come si racconta?" "Non lo so. Eppure so che questo è ciò che porto al mondo" E già non...

Mi sono incantata a guardare oltre quel cancello consumato dal tempo, affascinante nel suo essere foriero di storie di vita ormai sospese. Il tempo era immobile nel vagare della mia mente, nelle immagini che scaturivano da posti che non so. E poi eccole, le parole che cercavo per raccontare quel racconto. Per narrare quelle vite che attendevano di essere narrate. Come se sentirsi nominare fosse uguale a non scomparire.     Hai ancora 5 minuti?  Ti consiglio di leggere questo articolo Una foto Sai perché amo cosi tanto le...