16 Lug LA SPIAGGIA
Erano lì ai suoi piedi, le fissava immobile.
Abbandonate, come le sue parole, quelle che ormai aveva finito di incasellare per accontentare.
Forse c’era un modo per spiegare ciò che stava accadendo, forse qualcuno avrebbe saputo raccontarlo in modo perfetto, puntuale, usando parole esatte per mostrare ciò che solo lei poteva vedere.
Eppure no.
Allora si sedette lì dov’era.
E attese. Respirando il profumo del mare.
Il sole caldo.
“Che cosa aspetti Priscilla?”
“Cosa vuoi che sappia Ragazza. Ciò che so è che qui dentro da qualche parte, c’è qualcosa che va detto,
raccontato, messo al mondo. A volte ne sento perfettamente l’urgenza, come quando stai scappando da qualcosa e butti alla rinfusa i vestiti nella valigia. Mica lo sai che cosa stai portando, eppure continui, finché non senti di essere pronto ad andare. Perché sai che devi andare”
“Ma andare dove Priscilla? Sei qui ferma”
“Certo, Ragazza, certo. Sono ferma”.
Tuttavia sapeva di aver quasi fatto, era quasi ora di andare.
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